Ti guardo perché sei forte...
- Federica Lampugnani

- 12 gen
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Le bambine imparano troppo presto che la bellezza definirà il loro essere femminili. Non che sia un aspetto banale o superficiale, anzi l'estetica rappresenta l'essenza del bello che ha interrogato filosofi, artisti e pensatori di ogni tempo. Per le donne tuttavia la bellezza è sempre stata filtrata dagli occhi maschili. Se non dai parametri che noi stesse ci autoimponiamo, senza chiederci davvero quanto stiamo bene nel nostro corpo e nella nostra vita. Dobbiamo, secondo alcuni diktat, essere belle per essere guardate e per essere scelte. È normale farsi belle, ma lo è altrettanto farsi intelligenti, farsi coraggiose, farsi generose, farsi sicure di sé.
Nello sport la bellezza delle donne è spesso sotto gli occhi di tutti, prima ancora dei successi sportivi e dei record. Ma nel caso in cui la fisicità di alcune discipline rende il corpo femminile troppo muscoloso e potente, il discredito e il giudizio verso queste atlete è immediato. Nonostante spesso siano campionesse di grande rilievo, non rientrano nei gusti stereotipati di genere. Soprattutto non manifestano un atteggiamento di seduzione che tanto sessualizza e rende oggetto il corpo femminile.
Ritornando ai sogni delle nostre bambine, è necessario che si oltrepassi una visione così ristretta della donna anche a partire dallo sport. Dove il corpo è il potenziale massimo per esprimere talento, abilità e capacità umane di dialogo, sostegno e sacrificio. Forse oltre un bel corpo c'è molto di più da ammirare. Non solo ad alto livello ma a partire dalle realta' sportive locali, dalle scuole, dalle squadre degli oratori. Questa è la testimonianza educativa più grande che possiamo lasciare ai più piccoli, per rispettare davvero ogni donna, ogni persona.
F.L.





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